cos'è nido 2Claudia Maspero. Questa sera abbiamo invitato i genitori dei bambini del Nido per un incontro intitolato: Cos’è Nido?  Cos’è Scuola?

Sono passati quasi due mesi dall’ultima volta che ci siamo incontrati quando insieme abbiamo trattato, con la visione di un pezzettino del documentario francese intitolato “La recreation”, il tema dell’aggressività. Nell’incontro scorso abbiamo ascoltato i genitori interrogarsi sulle origini e cause dell’aggressività, confrontarsi sulle modalità educative e chiedere consigli per i loro figli.

Questa volta il nostro proposito è che il pensiero non scaturisca a seguito di immagini proiettate sul muro ma nasca dal fare. Proponiamo di sederci intorno ai piccoli tavoli nella zona pranzo dove sono stati rovesciati migliaia di piccoli pezzettini di lego.

Scambi di parole e sguardi, sorrisi e mani che si muovono ci tengono seduti intorno ai piccoli tavolini per più di un’ora e mezza.

Non tutti i bambini del nido usano ancora il lego, i pezzetti sono molto piccoli potrebbero essere ingoiati e non tutti sono già in grado di incastrarli uno sull’altro, ma qualcuno tra i più grandi scappa a volte verso l’ufficio dove si trovano i due grandi recipienti colmi di pezzetti colorati e seduto a gambe aperte comincia a costruire case, castelli, pistole, barche. I genitori di bambini più grandi si riconosco subito dall’abilità con cui ricominciano a toccare i pezzetti, sono veloci scaltri, sembrano non aver mai perso l’allenamento. Diamo a tutti l’occasione di riprendere confidenza con lo strumento e proponiamo un momento di warm–up che ci consente di affrontare subito il tema dell’aggressività e della competizione, per poi metterlo un po’ da parte: “avete un minuto di tempo per costruire la torre più alta”.

Comincia la gara: qualcuno dice di voler vincere, qualcuno sorride dicendo che se ci fosse il suo bambino riuscirebbe a fare meglio, qualcun altro si guarda intorno cercando di tenere sotto controllo le torri altrui. Mancano 10 secondi allarma Stefano, qualche torre si spezza, altre reggono lo stress degli ultimi secondi. STOP! Due mamme si contendono la vittoria: la torre di Valentina supera di poco quella di Alina. Avviciniamo tutte le torri al tavolo centrale e ci accorgiamo, con sorpresa di alcuni, che messe tutte vicine (sono circa 25) formano lo sky-line di una città. Quella che sembrava una corsa individuale diventa un’opera collaborativa. Dall’individuo ci siamo avvicinati velocemente al concetto di comunità, all’esperienza del nido, la prima comunità frequentata dai bambini.

Segue poi un nuovo compito: divisi in due gruppi i genitori si devono cimentare nella progettazione di un servizio per la prima infanzia, comprensivo di Nido e Scuola d’Infanzia. Unica indicazione, la struttura deve avere una base di almeno 40 centimetri.

Nel corso della progettazione e realizzazione del modellino i genitori oscillano abilmente dall’ideale al reale; cercano di coniugare desideri e bisogni, desideri di adulti e bambini. Qualcuno propone di non costruire alti muri: “sarebbe bellissimo se le pareti fossero trasparenti e i bambini potessero avere il mondo a loro disposizione”, suggerisce una mamma. Costruiscono uno spazio per la lettura, quello del teatro, fanno attenzione agli spazi personali, alla zona pranzo, un angolo per il riposo, la creatività, la musica (costruiscono perfino un pianoforte). Lo spazio esterno occupa e preoccupa molti: giochi, verde, orto e animali da cortile. E infine uno spazio esclusivo per i genitori.

Forse per qualche adulto non è così facile fare, è più semplice utilizzare le parole e allora si nota qualcuno che parla con il vicino. Con i bambini è più semplice partire da ciò che fanno, e cercare poi le parole per dare un senso. Anche con i genitori questa sera partiamo da lì, la descrizione dei loro progetti ci consente di affrontare le loro diverse preoccupazioni.

La cucina interna è preferita al catering di Milano Ristorazione; la pulizia estetica degli spazi contrasta con la povertà di alcune strutture, a volte un po’ decadenti, visitate in occasione dei recenti open-day: “quanto la qualità dello spazio incide sulla serenità del bambino al nido o a scuola?” La richiesta che la scuola sia dotata di materiali didattici adeguati si integra alla disponibilità/desiderio di portare qualcosa da casa.

Le relazioni tra i genitori e chi si occupa dei bambini: gli incontri mensili, i colloqui individuali, i racconti quotidiani sono apprezzati molto più delle due riunioni organizzative a inizio e fine anno che in molti servizi costituiscono l’unica sofferta occasione d’incontro tra famiglie e educatrici. Infine, legittima preoccupazione, il rapporto numerico educatrice/bambino, che spesso modifica quantità in qualità.

Per molti a settembre ci sarà la scuola materna, per qualcun altro è un futuro ancora lontano; per le mamme di Francesco e Giulio, che oltre al piccolo hanno due figli più grandi, è un’esperienza in corso. La mamma di Astrid, che alla scuola materna lavora come educatrice, manterrà la bambina al Nido, invece di usufruire della sezione Primavera alla Scuola d’Infanzia.

Il papà di Emma è molto preoccupato: chissà come farà la sua bambina in un posto così grande, con tanti bambini e ritmi così diversi. Chiede consigli, vorrebbe una graduatoria sulle materne di quartiere. La mamma di Carola e Francesco ha avuto la stessa preoccupazione lo scorso anno prima e durante i primi mesi di Scuola d’Infanzia della figlia: ora va molto meglio si è accorta che i bambini hanno molte più risorse di quanto i genitori immaginino; un papà racconta l’esperienza di una bambina, la fatica dell’inserimento a Scuola, da sola, senza amici del Nido, in una nuova classe.

Il confronto non ha l’obiettivo di generare ansia ma di aiutare i genitori a pensare; le educatrici del Nido oltre ad avere il dovere di preparare i bambini al passaggio, accompagnandoli a visitare la scuola materna, aiutandoli a separarsi positivamente arricchiti di una buona esperienza, hanno il dovere di aiutare i genitori e leggere le risorse dei loro bambini.

Piano, piano, Maria s’immaginerà nella scuola dei grandi, Gabriele deciderà se andare alla Scuola con le scale o a quella con il giardino, Bartolomeo accompagnerà la sorellina Benedetta al Nido e attraverserà il giardino per andare alla Scuola dei grandi, Alessandro e Giacomo troveranno il loro equilibrio con il pannolino e Tommaso, come dice la sua mamma, si confronterà con le prime regole. Troveranno la loro autonomia, affronteranno i cambiamenti quotidiani e diventeranno un po’ più grandi. Qualcuno poi tornerà a trovarci.

Con alcune famiglie i legami si manterranno stretti, c’è chi ci inviterà a cena o chi telefonerà per fissare una consultazione, c’è chi, tra i bambini, tornerà a trovarci correndoci incontro e chi rimarrà nascosto dietro le gambe della mamma, facendo capolino ogni tanto.

Convinti del valore educativo che hanno le istituzioni (dal Nido alla Scuola di ogni ordine e grado), ci auguriamo che tutti possano fare dei buoni incontri; ma ritenendo la famiglia l’agenzia educativa per eccellenza, forse noi educatori torniamo a casa dall’incontro di oggi con ancor più forte la responsabilità e il desiderio di sostenere i genitori nel loro delicato compito educativo e ci impegneremo a progettare per loro quello spazio richiesto per non farli sentire soli, e accompagnarli nel delicato passaggio che i loro figli affrontano, da PICCOLI a grandi.