la-gara-delle-coccinelle-5La collegialità nel lavoro educativo e didattico ha una lunga tradizione ed è in molte realtà connaturato all’attività stessa, all’organizzazione e alla cultura condivisa che la sostiene. Nulla di nuovo sotto il sole, ma al tempo stesso val la pena descrivere e motivare il nostro modo di lavorare per differenziarci rispetto ad altre organizzazioni, il cui limite è dato dal verticismo, dalla burocrazia, dallo specialismo, da un certo narcisismo aziendale sotto il quale si cela l’elusione della responsabilità e la rigida assunzione di difese sociali, così da porre in secondo piano e far perdere di vista lo scopo primario proprio di ogni istituzione educativa: la cura del bambino finalizzata alla sua crescita mentale.

Da parte nostra, affermiamo che la pratica educativa spetta all’équipe. I momenti individuali della relazione educativa, che hanno un’importanza fondante sulla relazione con il bambino, sono distribuiti all’interno di un’azione e di una visione d’insieme.

Le educatrici non sono esecutrici di un programma o di un progetto ma cooperatrici partecipanti che rafforzano con il loro apporto, nella trasversalità della quotidiana azione educativa, ciò che è stato discusso in équipe con il supervisore e che è sostenuto sul campo dalla presenza della coordinatrice/educatrice.

Le figure della coordinatrice/ore e del supervisore alludono semplicemente a un modello gerarchico funzionale ma non lo compiono, anzi, lo mettono costantemente in discussione sottraendosi a possibili attribuzioni di un potere ‘speciale’. La loro è una funzione simbolica.

Nell’équipe ognuno tende a superare, senza negarla, la propria originaria identità professionale, e si qualifica in un’area particolare di azione e in un ruolo definito all’interno di un discorso la cui articolazione non è determinata a priori. Si può prevedere una ‘trasgressione di ruoli’ o per lo meno una certa circolazione delle prassi.

Un’équipe è tale solo in base alla circolazione delle informazioni, delle riflessioni, dei progetti dei membri, la cui azione è guidata da disponibilità, opportunità e alcune specifiche competenze.

In questo quadro, al supervisore e alla coordinatrice sono attribuite specifiche funzioni: la prima è di difendere lo scopo primario dell’équipe e dell’istituzione stessa. Ad essi spetta la funzione di facilitare l’elaborazione delle istanze e delle proposte che sorgono in seno all’équipe e di coordinare ciò che l’équipe ha elaborato.

Naturalmente la supervisione d’équipe ha lo scopo di contenere le dinamiche di gruppo e svelare i funzionamenti dell’équipe in assunto di base, evitando che i progetti si trasformino in proiezioni, e che si producano divisioni, esclusioni, marginalizzazioni, aggressività. Al contrario, lo scopo è che si proceda all’elaborazione dei conflitti, riportando l’équipe al suo oggetto: la cura del bambino.

La funzione principale del supervisore e della coordinatrice/ore riguarda l’assunzione di responsabilità, senza la quale il gruppo oscillerebbe tra la posizione depressiva negativa e quella persecutoria. Se correttamente esercitata la funzione di responsabilità non porta i singoli membri dell’équipe ad esserne sollevati ma al contrario sollecità in loro la propensione alla condivisione della responsabilità.

Lo scambio e l’ascolto reciproco all’interno dell’équipe rappresenta la garanzia di salute mentale per tutti i suoi membri e li preserva dalla deformazione e dalla usura professionale (born out).

L’assunzione dell’équipe come strumento di lavoro consente di passare da una struttura piramidale a una struttura organizzativa policentrica; consente una certa disarticolazione e/o rotazione di ruoli e funzioni,  l’assunzione di responsabilità condivisa, l’organizzazione collettiva di azioni compiute individualmente.

La funzione dell’équipe all’interno della comunità educativa – nido e/o scuola – consiste nel qualificare la natura degli avvenimenti che avvengono al suo interno o che al suo interno sono suscitati, consentendo di strutturarli attorno a un significato condiviso. Ciò avviene grazie alla pratica della ricognizione del lavoro educativo svolta in équipe.