_DSC0025Compie dieci anni SpazioclinicoServizio di consultazione e psicoterapia per il bambino l’adolescente e la famiglia. Si tratta di un progetto pilota istituito per estendere a un’area sempre più ampia di popolazione colpita da forme di disagio psichico, o in crescente stato di vulnerabilità, la possibilità di accesso a un intervento specialistico di prevenzione e cura psicologica.

Ne parliamo insieme al dr Stefano Fregonese, psicoanalista e psicoterapeuta del bambino adolescente e famiglia, specializzatosi alla fine degli anni ’80 presso la clinica Tavistock di Londra con Gianna Polacco Williams e Margaret Rustin; dopo un tirocinio nei Servizi di Salute Mentale friulani e presso l’Institute of Social Psychiatry di Londra presieduto da Julian Leff, è approdato a Milano. Dirige dalla sua nascita il servizio di psicoterapia, coordinando un’équipe di qualificate psicoterapeute dell’infanzia e della famiglia tra cui le drs Alessandra Rampani, Claudia Maspero, Silvia Bognetti, Francesca Grignani.

Partiamo dalle origini: come e perché è nato Spazioclinico?

Spazioclinico è sorto a Milano nel 2007 con il preciso intento di mettere a disposizione delle famiglie milanesi e lombarde l’esperienza acquisita in tanti anni di lavoro in ambiti diversi, dallo studio psicoanalitico privato ai reparti dell’Ospedale dei Bambini Buzzi, dove abbiamo operato per oltre un decennio come consulenti all’Umanizzazione.

Cosa differenzia Spazioclinico dall’offerta del settore pubblico e da quella di altri operatori privati?

“Gli psicoterapeuti di Spazioclinico utilizzano diversi interventi terapeutici di orientamento psicoanalitico nell’ambito della prevenzione delle difficoltà relazionali, della promozione della salute psichica e della cura del bambino, dell’adolescente e della famiglia. Il disagio psicologico e le psicopatologie sono affrontate da psicoterapeuti esperti, particolarmente attenti al contesto umano, famigliare e sociale in cui si manifestano. Al tempo stesso, oltre a una solida formazione specialistica – che ricordiamo impegna i laureati in medicina o psicologia per un ulteriore quadriennio di studi e praticantato cui si affianca, come nel nostro caso, un approfondito training psicoanalitico – le psicoterapeute/i di Spazioclinico vantano esperienza nella baby observation spesso condotta in contesti difficili come le unità di terapia intensiva neonatale o con mamme con depressione post partum.”

Ciò implica che a Spazioclinico vi occupiate solo di patologie gravi?

“No, non solo, l’esperienza ci ha insegnato che in ambito psicologico si può fare della prevenzione molto efficace se si mettono a disposizione le migliori risorse: bisogna avere un orecchio, un occhio e una mente clinica particolarmente formato per prestare aiuto là dove si manifesta il bisogno ma la domanda di cura è ancora informe, senza incorrere nel doppio rischio tipico del principiante: minimizzare e trascurare il disagio destinato a trasformarsi in patologia o patologizzare sintomi o comportamenti anomali destinati a risolversi in breve tempo. Si tratta di una questione molto delicata quando si lavora con i bambini, anche molto piccoli.

Che strumenti mettete a disposizione delle famiglie milanesi?

“Gli strumenti del buon psicoterapeuta tendono ad adattarsi al contesto che si crea nel momento in cui una famiglia, nel suo insieme o tramite un suo membro, cerca un aiuto specialistico. Come dicevo spesso ci vuole tanta competenza ed esperienza nel portare a termine una Consultazione zerocinque – cinque incontri con tutta la famiglia con bambini sotto i cinque anni, per offrire un aiuto precoce, applicando una metodologia di psicoterapia psicoanalitica breve al fine di riattivare le risorse e le competenze psicologiche del bambino e dei genitori, quanta ne è necessaria per condurre una psicoterapia psicoanalitica individuale classica con pazienti (bambini, adolescenti o adulti) gravi. In questo secondo caso si tratta di sostenere una presa in carico di situazioni patologiche con percorsi terapeutici intensivi e di lunga durata.

Lei usa parole come prevenzione, aiuto precoce, riattivazione delle risorse, che fanno pensare a processi molto dinamici e in trasformazione…. “…a patto che si riesca a intervenire nei tempi e modi più opportuni! A patto che si creino le condizioni per intraprendere dei percorsi di prevenzione al disagio psicologico e relazionale; un tipico esempio è quello della depressione post partum un disturbo che colpisce ormai quasi il 15% percento delle puerpere nel nostro paese con pesanti implicazioni sui loro bambini. Una patologia che spesso esita nella frammentazione della famiglia o in forme più o meno manifeste di maltrattamento del feto (si parla di fetal abuse), del neonato e dell’infante. Una forma d’intervento che si dimostra efficace è l’Osservazione Psicoanalitica Partecipante a casa, un modo per portare un effettivo sostegno alla genitorialità e stimolare l’arricchimento delle risorse emotive nel contesto famigliare. Le psicoterapeute e gli psicoterapeuti di Spazioclinico, in questo senso, hanno un approccio davvero innovativo nei confronti della salute mentale: per anni si è ritenuto che senza una domanda chiara da parte del paziente non fosse possibile alcun tipo d’intervento ma ora è chiaro che a volte bisogna fare un passo verso colei che versa in condizioni di difficoltà. Senza essere intrusivi.”

Altri esempi?

“Beh, ci sono molti eventi che possono rappresentare una crisi da cui l’individuo o il sistema famigliare esce con un diverso livello di consapevolezza di sé, con un’accresciuta maturità o al contrario con il segno di un trauma, con una ferita che prostra la persona e mina le capacità e la qualità delle relazioni: una nascita prematura, un lutto, una separazione, una malattia costituiscono motivo di sofferenza psichica di fronte alle quali bisogna individuare i giusti percorsi per sostenere il genitore o i genitori e i loro figli.

Un altro esempio di risposta davvero innovativa, a cavallo tra clinica ed educazione, è il servizio Prima del Tempo: un servizio di prevenzione innovativo che accompagna i genitori del bambino prematuro nei primi due anni per promuovere il contatto precoce genitore-bambino, per facilitarne la relazione, per favorire lo sviluppo delle competenze sociali dei genitori attraverso una rete di mutuo sostegno tra famiglie. In questo servizio i genitori sono accompagnati nell’osservazione guidata delle competenze relazionali del loro bambino, in una situazione di esplorazione, interazione spontanea e gioco. Durante gli incontri sono presenti psicoterapeuti esperti nel lavoro con bambini e genitori, formati al metodo dell’infant observation presso il reparto di Patologia Neonatale dell’Ospedale dei Bambini – Buzzi di Milano. Il problema è che la nascita prematura rappresenta un evento traumatico che interrompe il flusso di pensieri ed emozioni tra la madre e il neonato conducendo entrambi a una separazione forzata. Il periodo che va dalla dimissione dal reparto di Patologia Neonatale al compimento del primo anno del bambino è spesso trascorso dai genitori in un contesto di isolamento sociale o psicologico. Il genitore del bambino prematuro ha bisogno di un particolare sostegno per portare a compimento lo sviluppo delle funzioni genitoriali che hanno subito un arresto a seguito della nascita prematura. Ecco questo è un ottimo esempio di come intendiamo la prevenzione noi di Spazioclinico, cui si affianca la PPICH: Preparazione Psicologica all’Intervento Chirurgico.

Cos’è la PPICH? Che interesse può rivestire per una normale famiglia?

Anche qui dobbiamo ricorrere ai dati statistici per comprendere i termini del fenomeno: quasi il 30% dei bambini sotto i quattordici anni subisce un intervento chirurgico. Se aggiungiamo anche coloro i quali sono sottoposti a esami clinici invasivi, che in età pediatrica sono spesso condotti sotto anestesia, i numeri si dilatano. A quest’appuntamento bambini e genitori arrivano in uno stato di impreparazione psicologica. In seguito all’operazione più della metà di questi bambini lamenterà l’insorgenza di disturbi post traumatici. Gli incontri di Preparazione Psicologica all’Intervento Chirurgico rappresentano una specifica procedura di preparazione e di elaborazione psicologica dello stress e del trauma relativo gli interventi chirurgici e gli esami clinici invasivi.

Obiettivo generale del progetto è stato fin da subito fornire ai genitori dei bambini che devono sottoporsi all’intervento chirurgico gli strumenti per sostenere il loro compito educativo e tutelare la salute psicologica del bambino in una situazione di emergenza. Durante l’incontro con la singola famiglia, i genitori sono sostenuti nel compito di informare il proprio bambino riguardo l’imminente ricovero. Sono offerte al bambino, in modo adeguato alla sua età, semplici spiegazioni che riguardano la causa, le procedure, gli esiti dell’intervento che affronterà. I bambini hanno la possibilità di esprimere i propri pensieri, emozioni e fantasie attraverso il gioco, il disegno, la narrazione, il dialogo con i propri genitori. È un intervento che abbiamo modellizzato noi di Spazioclinico presso l’Ospedale dei Bambini Buzzi di Milano già una decina d’anni fa. A giudicare dall’interesse che ha riscosso la nostra relazione al recente Convegno di Bressanone (“Il contributo della Psicologia (e non solo) in ambito ospedaliero. Come migliorare la relazione medico-paziente e le condizioni di lavoro del personale”, Bressanone/Brixen 5-6 dicembre 2016 Facoltà di Scienze della Formazione.) ancora oggi costituisce una risposta efficace rispetto a un problema sempre più avvertito. Oggi, incontriamo le famiglie con bambini che devono essere sottoposti a intervento chirurgico, presso la nostra sede di via Calatafimi 10/via santa croce 15, in Municipio 1 a Milano, qualche giorno prima del ricovero e dopo l’intervento per la seduta di follow up.

In generale, considerando tutti i tipi d’intervento che Spazioclinico propone, da cosa dipende la scelta di intervenire sulla famiglia o sul singolo componente?

“Molto dipende dal singolo caso, ma generalizzando possiamo dire che l’età è un criterio discriminante. Per esempio, benché molte crisi adolescenziali abbiano una valenza sistemica, servano cioè a mettere in crisi il sistema famigliare di fronte alla nuova evidenza che i bambini non sono più tali e che i genitori devono rivedere il loro modo di intendere la relazione con loro, spesso può essere utile focalizzare l’attenzione sull’adolescente attraverso una consultazione dedicata al ragazzo e dalla quale i genitori siano esclusi: quattro incontri per riattivare la competenza introspettiva dell’adolescente alla ricerca della propria identità attraverso una mappatura del proprio mondo interno.”

Come avviene questo percorso di valutazione del bisogno e di accesso al servizio?

“I genitori, o i ragazzi/e sopra i sedici anni, si possono rivolgere direttamente a Spazioclinico via telefono o mail. A differenza di molte altre realtà dove la prima importante comunicazione è raccolta da persone non competenti, già dal primo approccio, chi chiama Spazioclinico avrà come interlocutore uno dei terapeuti. La valutazione inizia in quella prima chiamata o dalla lettura della mail, ma naturalmente il momento più significativo è il primo incontro che è fissato entro i primi sette giorni dalla chiamata, in certi casi anche prima. In generale, a quel punto, si deciderà il percorso da intraprendere, la via della Consultazione Zerocinque alla Famiglia, o la Consultazione Breve Adolescenziale, le Psicoterapie parallele bambino/genitori – percorsi individuali, ma paralleli, con psicoterapeuti diversi per il bambino e i genitori -, la Consultazione ai genitori in situazioni di crisi, o la Psicoterapia psicoanalitica di coppia con la presa in carico di situazioni di crisi o di rinegoziazione dei progetti di vita della coppia, in percorsi a termine; o la Psicoterapia individuale. A parte i casi come la PPICH in cui la richiesta è chiara fin da subito.

Un’altra opzione è costituita dagli Interventi clinici con la rete degli operatori, interventi degli psicoterapeuti con insegnanti, operatori dei servizi sociali, sanitari, educativi, a sostegno della psicoterapia e dell’inserimento sociale del bambino e dell’adolescente.”

Grazie e buon lavoro.