uomo camion

di Claudia Maspero

- In apertura del II seminario di formazione del programma CULTURA DELL’INFANZIA, INFANZIA DELLA CULTURA, intitolato Attesi Imprevisti abbiamo proposto la lettura di tre libri illustrati: un classico di Munari, l’uomo del camion, Corraini editore (1945), un libro di Remy Charlip, Fortunatamente, Orecchio Acerbo Editore (1964) e uno di Susanna Isern (autore) e Marco Somà (illustratore), Il momento perfetto, La Fragatina Edizioni 2015.

Vi chiederete cosa c’entrino con il tema del seminario ma presto capirete, leggendo anche i post che seguiranno. A me il compito di introdurre l’uomo del camion; Angela Donatacci e Claudio Sambusida spiegheranno perché anche Il momento perfetto e Fortunatamente possano essere letti come metafora di alcuni aspetti della quotidiana esperienza di un’educatrice che lavora con bambini zero-sei anni.

Protagonista del primo libro è, come scrive Munari, “Marco, l’uomo del camion” che “vuole andare a trovare il suo bambino in occasione del suo terzo compleanno”.

Chi è Marco? È un signore che fa di tutto, anche camminare a piedi scalzi, per arrivare dal suo bambino il giorno del suo compleanno.

È, anche, l’educatrice del Nido che esercita la funzione fondamentale della guida, non solo in senso letterale, e non proprio di un camion o di un monopattino.

È l’educatrice che sa accettare il caso e gli imprevisti senza avvilirsi troppo e perdere la pazienza.

È l’educatrice dotata di capacità negativa, direbbe Bion ed è anche quella che sa il problema non si risolve da solo ma contiene tutti gli elementi per la sua soluzione, come insegna Munari.

È l’educatrice che trova il modo di risolvere le cose con immaginazione.

È l’educatrice che sorride, sostenuta dal pensiero di incontrare i bambini del Nido.

È l’educatrice che sa che una sorpresa è una cosa molto seria per un bambino; che sa che un bambino quando è felice dice OH! e Ciao sei volte di fila, che sa che la felicità è una cosa importante che grandi e piccoli costruiscono insieme.