Berlin 062 - Versione 2di Maurizio Murino, Alessandra Rampani, Claudia Maspero, Silvia Bognetti, Simona Ruggi, Stefano Fregonese

La proposta progettuale Milano, città anche dei bambini e dei ragazzi. I CdZRR tra continuità e rinnovamento[1] con cui Spaziopensiero ha vinto il bando del Comune di Milano relativo al Progetto “ConsigliaMI”, si pone l’obiettivo di promuovere la partecipazione delle bambine[2] e dei bambini, dei ragazzi e delle ragazze alla vita sociale, culturale e amministrativa della città; valorizzare e integrare il lavoro realizzato dai bambini e dai ragazzi che hanno animato nei precedenti anni la vita sociale e politica delle nove zone del decentramento cittadino; rinnovare i CdZRR, con l’inserimento di alcuni aspetti innovativi di carattere metodologico, organizzativo ed educativo; promuovere la costituzione di una rete cittadina di quartieri a misura di bambini e adolescenti.

Lo spazio concesso ai bambini nella società contemporanea sembra restringersi progressivamente mentre si allarga l’influenza dell’ideologia della protezione. La nostra proposta progettuale mira a promuovere le condizioni culturali e strumentali che consentano di accogliere i consigli, le proposte e le idee dei bambini e dei ragazzi, riconoscendoli come cittadini del presente e non del futuro. Dicono gli adulti: “I bambini sono il futuro della città, sono i futuri cittadini!” No, i bambini sono già oggi dei cittadini con i quali è nostro dovere confrontarsi per guadagnare un punto di vista diverso e distante da quello adulto e perciò stesso utile e stimolante, al fine di creare le premesse per una città più vivibile per piccoli e grandi.

Dobbiamo fare nostra una nuova cultura dell’infanzia e dell’adolescenza che consideri i bambini e i ragazzi come attori sociali capaci e competenti, in grado di contribuire a creare i propri universi di appartenenza attraverso le azioni e le relazioni che instaurano con i coetanei e con gli adulti. Dobbiamo convincerci che i bambini e i ragazzi sono capaci di fornire un contributo utile agli amministratori comunali che quotidianamente compiono scelte i cui effetti ricadono sui cittadini e sulla città. Aderire a una nuova filosofia del governo della città che assuma come paradigma il bambino, al fine di rendere Milano una città a misura di bambini e di adolescenti, migliorandone la qualità della vita nei quartieri, è la premessa necessaria a questa rivoluzione nei rapporti tra adulti e bambini.

Punto di riferimento della proposta progettuale, oltre la l.285/97, e la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, è il progetto internazionale La città dei bambini che il CNR-Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione di Roma sta realizzando da diversi anni in molte città italiane, in Europa e in alcuni paesi dell’America.

Il Consiglio di zona dei ragazzi e delle ragazze. Punti di forza e debolezza

Attualmente i CdZRR sono organizzati, in quasi tutte le nove Zone, con una impostazione che guarda molto da vicino ai modelli organizzativi adulti a partire dalle modalità di scelta dei componenti dei Consigli: formazione dei programmi, campagna elettorale, elezioni. Se, da un lato, questa impostazione mette in risalto il protagonismo dei ragazzi, dall’altro rischia di non cogliere quegli aspetti originali, diversi, creativi dei bambini e dei ragazzi, e di coinvolgere soprattutto i bambini e i ragazzi che hanno maggiori capacità di leadership con il rischio di escludere chi queste caratteristiche non possiede. Per tale motivo si propone, fin dalla costituzione dei CdZRR, di coinvolgere i bambini e i ragazzi nella definizione di modi di scelta dei consiglieri che siano rispondenti alle loro caratteristiche e che tengano in considerazione la presenza di bambini e ragazzi con caratteri diversi e con diverse capacità espressive. Le esperienze realizzate in molte città italiane, e diverse ricerche a esse correlate, hanno dimostrato che, per esempio, la scelta dei consiglieri con il metodo del sorteggio (che spesso è indicato dagli stessi bambini quando si confrontano su questo tema), offre a tutti i bambini la stessa probabilità di partecipare. Non solo, questa procedura sembra preferibile in quanto, rispetto a quella ‘adulta’ che prevede una campagna elettorale e le elezioni, smorza le tendenze narcisistiche del candidato ‘eletto’, sottolineando invece la natura depressiva dell’essere investito di una responsabilità. Quando sono scelti i bambini più timidi a scuola, nell’ambito dei CdZRR questa caratteristica diventa una ricchezza per il gruppo che restituisce al bambino un’occasione di cambiamento molto importante. Il punto di vista del timido o “dell’ultimo della classe” è spesso molto diverso da quello degli altri bambini e questa diversità, nel concreto operare del CdZRR, è utilissima, in quanto suggerisce soluzioni ai problemi (o proposte progettuali innovative) alle quali gli adulti non avevano pensato. È proprio la diversità e la distanza dal mondo degli adulti che rappresenta, nel concreto declinarsi dell’attività dei CdZRR, l’elemento da valorizzare sia in chiave educativa, sia ai fini dello sviluppo di una comunità inclusiva, in grado di restituire la città ai bambini e i bambini alla città!

Interventi per il consolidamento e la diffusione dei CdZRR

Nella proposta di Spaziopensiero, il CdZRR rappresenta lo strumento per realizzare i diritti di bambini e ragazzi sanciti dall’art. 12 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e Adolescenza:

Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità.”

Con riferimento al governo di una città e dei suoi quartieri, raramente l’attività dell’amministrazione comunale non ha ricadute dirette o indirette sulla sfera di vita dei bambini e dei ragazzi.

La proposta progettuale prevede di integrare l’attività dei CdZRR mediante l’introduzione di un diverso metodo di lavoro e di organizzazione delle attività. Si propone, da un lato, di rinnovare i CdZRR sostituendo i bambini e i ragazzi che hanno concluso il loro mandato e, dall’altro, di creare Consigli di Zona dei bambini e delle bambine (CdZBB) in tutte le nove zone del Decentramento Cittadino.

I CdZBB e i CdZRR avranno le stesse caratteristiche e impostazioni di base ma si differenzieranno per i differenti ordini di scuole di riferimento: i primi coinvolgeranno i bambini delle classi quarte e quinte della scuola primaria, i secondi i ragazzi della scuola secondaria. I due organismi lavoreranno sia separatamente sia insieme, tramite il Forum che si terrà in momenti definiti nel corso dell’anno e con modalità che saranno discusse con i bambini e i ragazzi.

Di seguito si utilizzerà il termine CdZBB, ma le considerazioni che saranno sviluppate si riferiscono anche, nella maggior parte dei casi, ai CdZRR.

Dando la parola ai bambini, riconoscendoli come cittadini, si rispetta il loro diritto di esprimersi. Per far ciò i bambini devono poter ragionare su cose che fanno parte della loro vita, della vita del quartiere in cui vivono, della città. I bambini devono essere messi nelle condizioni adeguate per potersi esprimere lasciando loro la scelta del mezzo più congeniale: la parola, il disegno, un testo scritto, un manufatto, etc. Il CdZBB, non è un’imitazione del Consiglio comunale degli adulti con elezioni, sindaco e assessori. È un gruppo di bambini e bambine – nominati all’interno delle scuole primarie della città nel rispetto delle differenze di genere, garantendo pari opportunità di partecipazione – che offre agli amministratori il proprio punto di vista, esprime i propri bisogni ed elabora le proprie proposte sulle tematiche che riguardano la città: i luoghi pubblici, le scuole, la vivibilità urbana, la cultura, i servizi, la sicurezza, la mobilità. Con una tale impostazione organizzativa si tende ad attuare il passaggio dalla logica del fare qualcosa per, a quella di fare qualcosa con i bambini, secondo i principi contenuti nella L.285/97 “Disposizioni per la promozione di diritti e opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”. In altri termini possiamo dire che il CdZBB mira ad intervenire direttamente nelle scelte amministrative: lavorare con i bambini affinché il loro punto di vista, le loro proposte e consigli, entrino nelle scelte che gli amministratori compiono per la comunità che governano.

Struttura e funzionamento del CdZBB

Il Consiglio è costituito da un numero limitato di bambini (da verificare in base all’adesione delle diverse scuole partecipanti in ciascuna zona), in modo che tutti possano esprimere la propria opinione. Il Consiglio si riunisce di norma una volta ogni quindici giorni in orario scolastico ed extra scolastico. Al CdZBB possono partecipare, oltre i bambini, gli operatori adulti (facilitatore/i) che si occuperanno di agevolare l’incontro. I facilitatori – tra cui psicologi e psicoterapeuti dell’infanzia e adolescenza che si occuperanno anche della supervisione – sono professionisti altamente qualificati e adeguatamente formati per la gestione di gruppi di bambini, ragazzi e adulti. La presenza di altri adulti è ammessa, in certi casi, come ascoltatori; il Sindaco di Milano e il Presidente del Consiglio di zona invece, in via teorica, possono partecipare a ogni seduta.

Nei periodi intermedi tra una sessione e l’altra, i consiglieri comunicano ai loro compagni, in classe, i temi trattati e raccolgono proposte e opinioni. In questo modo tutti i bambini sono coinvolti nella definizione delle proposte e delle istanze. Le riunioni del CdZBB si terranno in un locale comunale tra quelli in dotazione alla Zona di riferimento. Ogni Scuola potrà mettere a disposizione propri locali aperti all’utilizzo dei bambini Consiglieri per gli incontri con i loro compagni in vista delle riunioni del Consiglio; oppure per incontrare rappresentanti di associazioni, del tavolo di zona, dei centri di aggregazione giovanile. In questo senso si realizzeranno delle interazioni con altri progetti e iniziative presenti nel territorio come, ad esempio, “Scuole Aperte”. E’ auspicabile che la scuola diventi, nel corso del tempo, un luogo identitario per i bambini del Consiglio e per quelli del quartiere: un luogo in cui incontrarsi, confrontarsi, elaborare proposte, esprimere una modalità di cittadinanza attiva.

I CdZRR saranno rinnovati, coinvolgendo tutte le scuole che aderiscono all’iniziativa, per sostituire i ragazzi che hanno concluso il loro mandato.

Forum dei CdZBB e CdZRR

Il luogo d’incontro e condivisione del lavoro dei CdZRR e CdZBB sarà il Forum. Sarà convocato un Forum annuale su una o più tematiche precedentemente individuate dai Consigli e approfondite nell’ambito dell’attività di ciascuno. A tale incontro saranno invitati a partecipare le insegnanti referenti dei Consigli presso le scuole. Nel corso dell’anno si realizzeranno altri incontri tra i portavoce dei CdZBB e CdZRR in base alle esigenze che emergeranno nella concreta attuazione del progetto da parte dei bambini e dei ragazzi.

Gli operatori di Spaziopensiero che lavoreranno al progetto hanno specifiche competenze nella gestione psicologica di gruppi di bambini, adolescenti e adulti. Il coordinatore del CdC è un sociologo professionista qualificato e con lunga esperienza specificamente nel coordinamento di progetti di costituzione e gestione dei CdBB e CdRR e di tutte le attività connesse, e di progetti ex L.285/97. I percorsi formativi sulla gestione dei CdBB e CdRR, godranno della supervisione di esperti del CNR già impegnati nel Progetto “La città dei bambini”, e nell’iniziativa “A scuola ci andiamo con gli amici”. L’equipe di Spaziopensiero, composta da formatori e psicoterapeuti dell’età evolutiva, si occuperà della formazione, sui temi relativi al diritto al gioco, e della supervisione, valutazione e monitoraggio delle attività del progetto. Si terranno percorsi di formazione e informazione per gli insegnanti coinvolti e per i soggetti che collaboreranno al progetto.

La proposta Spaziopensiero prevede un Centro di Coordinamento (CdC), centro propulsore dell’intero progetto, che dovrebbe avere sede presso uno spazio del Comune facilmente individuabile e accessibile a tutti, adeguato ad ospitare incontri, riunioni, percorsi formativi. Uno spazio attrezzato per la produzione di documenti e materiali inerenti al progetto e per la loro diffusione, che possa accogliere anche i “segni” dei bambini e dei ragazzi.

Il CdC avrà un rapporto stretto con la Scuola che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il mondo dei bambini e dei ragazzi, promuovendo anche un maggiore coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi nei processi decisionali all’interno della Scuola.

La proposta progettuale di Spaziopensiero prevede che i CdZRR e i CdZBB siano il punto di partenza da cui intraprendere un percorso d’interazione/integrazione con altre iniziative avviate o in fase di avvio nel territorio della città di Milano. Si presterà particolare attenzione al tema della mobilità sostenibile e dell’autonomia di movimento dei bambini nei quartieri e nella città. A tale scopo si promuoverà un’iniziativa innovativa, chiamata A scuola ci andiamo con gli amici, che, partendo dall’esperienza realizzata con il progetto Pedibus, mira a fare dei passi in avanti in vista della realizzazione di una città realmente a dimensione dei bambini e dei ragazzi, che avvicini Milano alle esperienze più avanzate di molte città europee.

A scuola ci andiamo con gli amici sarà la base con cui avviare interazioni costruttive con progetti come Socialità di Quartiere (strumento di promozione della coesione sociale, d’integrazione tra abitanti dello stesso quartiere e consolidamento della rete tra istituzioni – scuola, consiglio di zona – e territorio), Scuole Aperte (luogo di accoglienza e inclusione sociale per la promozione di diritti e opportunità per l’infanzia e l’adolescenza), Pedibus e A scuola senza zaino.

A scuola ci andiamo con gli amici affronta il problema dell’autonomia dei bambini delle scuole primarie e secondarie nell’andare a scuola a piedi[3], promuovendo il diritto alla mobilità autonoma dai percorsi casa-scuola fino a tutti i percorsi che essi compiono nella loro vita quotidiana.

L’autonomia di movimento è un aspetto molto importante del processo di crescita dei bambini e della vivibilità della città, in particolare a Milano. Esiste una forte relazione tra autonomia negli spostamenti dei bambini e sviluppo delle conoscenze spaziali, costruzione dell’identità e dei legami col territorio, promozione dei diritti dei bambini. Giocare e muoversi liberamente offre la possibilità di stabilire un legame profondo con l’ambiente e di sviluppare un senso di appartenenza e responsabilità verso di esso.

La realizzazione di questa iniziativa prevede un intenso lavoro con gli insegnanti delle Scuole perché valorizzino tale esperienza di educazione civica; tutto il quartiere dovrebbe essere coinvolto a partire dalle associazioni di cittadini, la Polizia Locale, i commercianti (baristi, edicolanti, benzinai, negozianti, etc.).

L’Amministrazione Comunale dovrà garantire la manutenzione della segnaletica orizzontale e della segnaletica verticale sperimentale ideata con il contributo dei bambini. Per favorire atteggiamenti di fiducia dei genitori, l’amministrazione potrà effettuare interventi strutturali di difesa dei pedoni come, ad esempio, passaggi pedonali rialzati e riduzione della velocità nei punti di attraversamento oltre che, se necessario, presidiare i punti di attraversamento maggiormente pericolosi con proprio personale o altro (nonni vigili, volontari del servizio civile, etc.). L’iniziativa dovrà essere sostenuta con un adeguato piano d’informazione, incontri di sensibilizzazione e informazione agli insegnanti, genitori, commercianti, anziani, vigili urbani. I dati del CNR sulle esperienze analoghe (Pesaro, Fano) dimostrano che un quartiere è più sicuro se i bambini, i ragazzi frequentano i luoghi pubblici, le strade e che l’incidenza d’incidenti ai bambini che hanno partecipato è pari a zero, contrariamente a quanto rilevato per i bambini accompagnati dai genitori. Le testimonianze di dirigenti scolastici, pediatri, psicoterapeuti, genitori e bambini su queste iniziative di autonomia infantile, raccontano di bambini più sani, felici, meno depressi, più motivati a scuola, più puntuali e responsabili.


[1] D’ora in poi si userà il termine Milano, città anche dei bambini e dei ragazzi

[2] Nell’articolo, si utilizza il termine ‘bambini’ per indicare sia i bambini sia le bambine e il termine ragazzi per ragazzi e ragazze

[3] L’autonomia nella mobilità dei bambini è passata dall’11% del 2002 al 7% del 2010; in Germania è al 40% e in Inghilterra al 41% (Ricerca CNR, 2013). Il divario di autonomia con gli altri paesi sul percorso casa-scuola permane ampio anche per i ragazzi delle medie inferiori: il 34% degli italiani, contro il 68% dei tedeschi e il 78% degli inglesi.

Immagine: Es gilt viele Mauern abzubauen (Bisogna abbattere molti muri) di Ines Bayer. East side Gallery, Friedrichshain-Kreuzberg, Berlin, Germania.