SavedPicture-60di Claudia Maspero

In PICCOLI&grandi, fatte nostre le prassi laboratoriali di Bruno Munari, abbiamo ampliato all’intera gamma del fare creativo la funzione proiettiva ed espressiva delle istanze del mondo interno del bambino. Il disegno, la lettura di albi illustrati, l’utilizzo di una lingua nuova, la ripetizione di gesti e movimenti, la fotografia, il tagliare, incollare, assemblare, etc., hanno consentito ai bambini di acquisire sempre maggiori competenze nella capacità di simbolizzare.

Quest’anno il processo creativo dei bambini della Scuola d’Infanzia per qualche ragione si è concentrato sul tema della casa. E’ possibile leggere il laboratorio sulle case, condotto lungo tutto l’arco dell’anno, alla luce dei diversi campi di esperienza del bambino:
- Il sé e l’altro. Il bambino descrivendo la sua casa e la sua famiglia è divenuto più consapevole della propria storia personale e familiare. Ha sviluppato un senso di appartenenza ed è stato disponibile a condividere con gli altri la propria storia.
- Il corpo e il movimento. Attraverso l’utilizzo di molteplici strumenti, i bambini sono stati stimolati a percepire il loro corpo e riconoscerne la totalità e le funzionalità. Il disegno della casa e in seguito l’introduzione del disegno della figura umana hanno consentito al bambino di nominare le varie parti di sé. La costruzione di casa tridimensionali, l’utilizzo delle scatole di cartone, ad esempio, hanno consentito ai bambini di prendere coscienza del proprio corpo in rapporto con lo spazio, con gli altri bambini, e con le proprie fantasie: fantasie di entrarvi dentro, uscirne fuori, di inglobare o espellere corpi estranei. Il bambino fin dalla nascita ‘lavora’ alla composizione e allo sviluppo di uno schema corporeo innato, e alla sua rappresentazione simbolica per mezzo degli strumenti che via, via gli sono forniti.
- Linguaggi, creatività, espressione: gestualità, arte, musica, multimedialità. L’introduzione di materiali diversi, i materiali che compongono una casa, gli oggetti che la compongono, ha reso possibile scoprire forme e disposizioni dello spazio, suoni e ritmi ancora ignoti. D’altronde, abitare uno spazio significa riempirlo di suoni e di movimenti, e delle loro rappresentazioni.
- I discorsi e le parole: comunicazione, lingua, cultura. Il bambino descrivendo particolari architettonici ed emozioni legate al progetto della casa, ha arricchito e precisato il proprio lessico, compreso nuove parole e fatto ipotesi sui loro significati. L’ascolto dell’adulto e il ruolo di questo nel gruppo, ha aiutato il bambino a sentirsi libero di prendere parola, discutere, chiedere spiegazioni e aumentare il proprio vocabolario.
- La conoscenza del mondo: ordine, misura, spazio, tempo, natura. Se la casa, come spazio esterno a sé, è la proiezione del proprio spazio interno, la collocazione della casa nel contesto più ampio del quartiere e della città ha veicolato la collocazione di sé nel mondo. L’ordine architettonico precede e segue il movimento esplorativo dei bambini che a riguardo sono stati curiosi, hanno posto domande, hanno discusso lo spazio e le sue logiche, il tempo e la sua misura, la natura e la città.