DSCN0009Il disegno è un modo di interrogarsi sulle cose, uno strumento per esplorare l’ambiente circostante, uno strumento per lo sviluppo della creatività e della maturazione del bambino. Se come dice Munari, la creatività è la facoltà che permette di realizzare ciò che si è immaginato e, prima ancora, pensato con la fantasia, disegno e pittura sono gli strumenti più immediati e flessibili per fare ciò.

Raccogliere le tracce dei bambini attraverso il disegno ci aiuta a conoscere il bambino, il suo mondo interno. “Perché – dice Arno Stern – tramite il gioco del tracciare, il bambino costruisce un mondo – il suo mondo – in cui si riflettono i suoi interessi, le sue espressioni, i suoi sogni”[1].

In PICCOLI&grandi offriamo ai bambini la possibilità di ripetere all’infinito l’esperienza piacevole del tracciare, che da gesto impulsivo diventa con l’esercizio preciso e intenzionale; lasciamo loro stupirsi di fronte a uno spazio bianco che a poco a poco si riempie di tracce. PICCOLI&grandi è un luogo privilegiato dove c’è spazio e tempo per disegnare; luogo in cui il bambino può essere libero e felice di disegnare, di dipingere, scarabocchiare, colorare, impastocchiarsi – e, intanto, raccontare -, e acquisire competenze necessarie per lo sviluppo dell’intelligenza simbolico-astratta. PICCOLI&grandi è un luogo privilegiato per gli educatori, per ascoltare le storie grafiche dei bambini e per raccogliere le prime tracce sull’evoluzione del disegno nell’infanzia.

Dopo aver raccolte nei disegni dei bambini, andiamo alla ricerca delle tracce degli universali grafici nelle opere di artisti che si sono interessati d’arte infantile, di artisti come Wassily Kandinsky, che vedeva il disegno dei bambini come “una finestra aperta sul cuore e sulla mente dei più piccoli, una finestra attraverso cui osservare e comprendere sensazioni, emozioni, sentimenti”, o come Henry Matisse per il quale la creazione comincia con la visione e che ammoniva: “bisogna continuare a vedere tutta la vita come quando si era bambini”. Ci accompagnano in questa nostra ricerca Paul Klee, che voleva “dipingere come un bambino”, insieme a Picasso che in tarda età affermò: “Una volta disegnavo come Raffaello, ma ci è voluta una vita intera per disegnare come i bambini”.


[1] Cfr. Arno Stern, Peter Lindbergh, Felice come un bambino che dipinge, Armando editore, p.7