IMG_0197Alessandra Rampani. Il colloquio con i genitori, in particolare il primo colloquio, proposto prima dell’avvio dell’inserimento del bambino, è un’occasione importante, preziosa e carica di potenzialità. Al tempo stesso mette l’educatrice nelle condizioni di trovarsi esposta all’intimità della famiglia e delle sue relazioni. Già in altre occasioni ci siamo soffermati a riflettere sulle caratteristiche del colloquio educativo considerando sia gli elementi caratterizzanti il setting, sia i contenuti.

Nel seminario di sabato 8 novembre 2014, rivolto a educatrici e coordinatrici di Nido e Scuola d’Infanzia, tenuto nella sede del Centro di Formazione di Spaziopensiero, abbiamo ripreso questo tema con una specifica sottolineatura: il primo colloquio con i genitori come momento nel quale è possibile raccogliere informazioni e racconti inerenti la gravidanza, la nascita, l’avvio della relazione di una madre con il suo bambino. L’insieme delle esperienze che avvengono prima e dopo la nascita rivestono grande importanza per la qualità delle relazioni che i genitori e il bambino potranno instaurare nel corso della crescita.

Presentarsi al colloquio con il genitore in modo aperto, muniti di una sana curiosità, pronti a una possibile esperienza di scoperta permette che l’incontro possa essere un momento non solo di conoscenza ma anche di cambiamento. Coltivare la capacità di sorprendersi – come ci insegna Winnicott – significa essere pronti a “usare la presenza dell’altro per lasciar emergere qualcosa di nuovo” e, allo stesso tempo, “lasciarsi stupire dalla scoperta di un aspetto di sé rimasto fino ad allora inconscio”, nascosto, non ancora scoperto. Dice Winnicott (in Vivere creativamente, 1970): “Quando sorprendiamo noi stessi, siamo creativi e ci accorgiamo che possiamo contare su una nostra inaspettata originalità”. È questa originalità che rende autentico l’incontro e che permette di ascoltare e custodire anche racconti e rivelazioni inaspettate e faticose da sopportare.