avviso riunioneParlare dei bambini attraverso i libri e parlare dei libri guardando un cortometraggio, è stato il compito che ci siamo dati ieri sera, educatrici e genitori del Nido Comunale Jan Palach gestito dall’équipe educativa di Spaziopensiero. Le immagini poetiche di The fantastic flying books of Mr. Morris Lessmore hanno introdotto il tema e permesso di entrare in un’atmosfera in cui la frontiera tra reale e immaginario si fa accessibile e lo scambio tra le due dimensioni, arricchente. Abbiamo parlato dei bambini come novelli Don Chisciotte, veri e propri lettori impazziti capaci di ‘cadere’ nella storia ma anche del loro immaginario come risorsa e medicina in grado di guarire gli adulti dall’opprimente senso di realtà. Abbiamo parlato della capacità dei bambini anche piccoli, con meno di tre anni, di utilizzare il libro, come il gioco, per esprimere aspetti difficili del loro mondo interno. Il bambino che s’identifica nel pulcino nascosto di Nascondino, o che Nella nebbia di Milano vede la sua mamma e il suo papà che si recano al lavoro dopo averlo lasciato al Nido, ci parla delle proprie emozioni di inadeguatezza o solitudine mostrandoci anche il lavoro mentale che sta facendo per accettare sentimenti scomodi come parti di sé; allo stesso modo, la bambina che trova una felice sintesi tra la storia di Pezzettino e quella di Roberto protagonista di Che Rabbia!

Il libro non tanto come strumento didascalico, seppur utilissimo anche in questa funzione per affrontare la presenza di un fratellino o sorellina Nella pancia della mamma, dice il papà di Giacomo, ma come strumento di rilevazione dei processi mentali dei bambini nella difficile opera di elaborazione delle emozioni. Il lupo mammaro, che un bambino vede alle prese con Cappuccetto rosso, parla della trasformazione di elementi pulsionali primari in elementi culturali umanizzati. “Da quando frequenta il Nido, da quando ‘legge’ libri, al Nido e a casa, il mio bambino dorme meglio; passata la stagione degli incubi, forse è iniziata quella dei sogni” dice saggiamente una mamma. Le immagini esteticamente belle degli album illustrati di Munari e Lionni, di Zwerger e di Susy Lee, di Sendak e di Mari, di Solotareff e Devernay, offrono ai bambini immagini entro cui le emozioni prendono forme più definite, meno esondanti, più duttili e malleabili al lavoro del sogno, guardiano del sonno.

Il bambino che nell’immagine del libro vede se stesso e i personaggi che popolano il proprio mondo interno ed esterno coglie la complessità della propria persona, ne ricava un’immagine di sé più ricca. Toccando con un dito sulla pagina Le lacrime che volano via la bambina tocca la natura dolente della relazione che per far crescere fa anche un po’ soffrire. Ma vedendo l’immagine di sé piccina in lacrime si scopre più grande, e al tempo stesso in grado di apprezzare la propria multiforme individualità come un elemento che s’integra nella dimensione comunitaria del Nido.